Janko

Sinossi:
Il protagonista, Ernesto Janko, è un ingegnere torinese che, travolto da un groviglio di misteri legati alle sue origini familiari, si ritrova coinvolto in un’indagine che tocca la sua storia personale e quella del padre Donato. La ricerca si sviluppa tra luoghi simbolici come Torino, la Sila calabrese, Crotone e Roma, con l’inquadratura della fabbrica Mirafiori a fare da sfondo. Attraverso incontri e storie tramandate da personaggi indimenticabili – don Serafino il maestro, suor Gelsomina, l’enigmatica Anna Bolchi e la compagna Susanna – Ernesto ripercorre la travagliata storia del padre: dall’abbandono della famiglia, all’infanzia in orfanotrofio, sino alla misteriosa fuga e le leggende sul cognome “Janko”.
L’indagine si intreccia con un caso di identità rubata e vicende poliziesche, tra cui false accuse di traffico d’armi e rapine. Il viaggio dell’eroe si trasforma in una ricerca di senso: Ernesto deve confrontarsi con il peso del passato e con il tema della verità, della memoria e della possibilità del riscatto. Tra rivelazioni di tradimenti e rapporti famigliari irrisolti, la narrazione alterna suspense, sentimenti, ironia e riflessioni profonde sul significato della famiglia, dell’amore e dell’identità, fino a un epilogo inaspettato dove la risoluzione non è mai definitiva e il passato rimane una tessera fondamentale per il presente.
Incipit:
“Qual è il segreto per avere successo in una grande impresa, evitando di vivacchiare alla bell’e meglio, o peggio di naufragare senza scampo alla prima uscita? È possibile riuscirci per un individuo senza esperienza, che viene da fuori, che non conosce il luogo che ha scelto per sfondare? È difficile ma non impossibile, se si è animati da una volontà sconfinata, da una motivazione bruciante e se sei abbastanza umile da non ripetere gli errori di chi ha fallito, imitando invece i più fortunati nel loro segreto sulla via del successo.”
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🛤️ DALLA SILA ALLA MOLE
Torino non è solo la città della FIAT, del cioccolato e del cinema: è anche una delle capitali del Sud al Nord. Tra le comunità più numerose e radicate, quella calabrese occupa un posto di rilievo, con il 10% della popolazione e una storia fatta di migrazione, lavoro, identità e orgoglio.
A partire dagli anni ’50, decine di migliaia di calabresi lasciarono i loro paesi d’origine — spesso piccoli borghi dell’entroterra o della costa — per cercare fortuna a Torino. L’industria automobilistica, in piena espansione, offriva lavoro e stabilità. Intere famiglie si trasferirono, portando con sé valigie di cartone, dialetti, ricette e santi patroni.
I calabresi si sono insediati soprattutto nelle periferie sud e nord della città: Mirafiori, Barriera di Milano, Borgo Vittoria, Falchera. Qui hanno costruito reti familiari, sociali e culturali che ancora oggi resistono. Le seconde e terze generazioni, pur nate a Torino, mantengono spesso un forte legame con le origini.
Oggi i calabresi sono presenti in tutti i settori: dall’industria all’artigianato, dalla scuola alla sanità, fino alla politica locale. Le nuove generazioni si muovono tra due mondi: quello delle radici e quello dell’innovazione.
Curiosità: molti giovani torinesi di origine calabrese stanno riscoprendo il dialetto e le tradizioni dei nonni attraverso progetti teatrali, podcast e documentari.
INFORMAZIONI EDITORIALI
- Genere: Thriller
- Pagine: 220
- Anno: 2018
- ISBN: 8827859977



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