Rifiuti Categorici

Sinossi:
Tarcisio Borrelli, metodico responsabile logistico di una grande azienda motociclistica torinese, si ritrova coinvolto suo malgrado in un intrigo che intreccia industria, politica e criminalità internazionale. Tutto comincia da un dettaglio banale: un biglietto ritrovato per caso nella tasca di un vestito lavato in tintoria, con numeri misteriosi e una sigla indecifrabile. Da quel momento la sua vita ordinata si incrina. L’assassinio del lavandaio Mariano, la scomparsa di un giornalista e uno strano traffico mascherato da aiuti umanitari lo trascinano in un’inchiesta non ufficiale che lo porta a mettere in dubbio colleghi, amici e persino la propria lucidità.
Tra Torino e l’Italia del Nord, fino alle coste campane, Borrelli segue indizi, coordinate geografiche e coincidenze solo in apparenza casuali, mentre la realtà gli si svela come un mosaico di connivenze e corruzione. Accanto a lui, la paziente Paola e l’ironia del commissario Fusco, più scettico che alleato. In un crescendo di tensione morale e investigativa, Tarcisio scopre che dietro la rottamazione dei motocicli si nasconde ben altro: un sistema di “rifiuti” — umani e materiali — che denuncia il degrado etico del potere.
Con uno stile sobrio e preciso, Rifiuti Categorici racconta la trasformazione di un uomo comune in un testimone inquieto, sospeso tra idealismo e disincanto, in un Paese dove la verità è spesso il primo scarto della catena produttiva.
Incipit:
“La motonave Kiev arrancava mugolando in mare aperto. Era salpata la sera prima da un porto dell’Adriatico orientale, con a bordo un carico generoso di aiuti umanitari diretti in Mozambico. Procedeva con un’andatura di crociera di una indolenza irritante e lo stridore innaturale proveniente a tratti dagli organi meccanici celati nelle sue viscere lasciava intuire l’entità degli acciacchi da cui era afflitta…”
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LE DUE TORINO
La crisi industriale ha segnato l’inizio di una lunga fase di trasformazione per Torino, che da “città-fabbrica” si è dovuta reinventare profondamente. Nel corso degli anni ‘80 e ‘90, la chiusura o il ridimensionamento delle grandi fabbriche — dalla Fiat alle Ferriere, dalla Michelin alla Lancia — hanno causato una perdita devastante di posti di lavoro, mettendo in crisi interi quartieri e modificando radicalmente il tessuto sociale cittadino. Di fronte a questa emergenza, Torino ha reagito puntando sulla riconversione di numerose aree industriali: oggi spazi come il Parco Dora, l’Environment Park e il Barriera Design District sono diventati simboli di un rinnovamento che investe il design, la tecnologia, la cultura e la sostenibilità ambientale.
Università, incubatori d’impresa e nuovi poli della creatività convivono con centri sportivi, grandi eventi e aree verdi, restituendo vita a zone che prima erano monopolizzate dalla produzione. La città ha anche investito in infrastrutture moderne, migliorando il sistema di trasporti, creando residenze studentesche e rafforzando il ruolo delle sue eccellenze scientifiche e accademiche. Tuttavia, questa profonda metamorfosi non ha restituito futuro a tutti: una parte della popolazione — soprattutto ex operai e famiglie legate all’indotto — ha subito pesantemente i colpi della crisi, trovandosi spesso esclusa dai processi di riconversione, con precarietà lavorativa e insicurezza sociale.
Oggi Torino mostra un volto nuovo e più vivace, capace di attrarre turismo, investimenti e nuovi abitanti. Ma sotto la superficie convivono ancora le ferite della deindustrializzazione: la città resta sospesa tra la spinta verso l’innovazione e il bisogno di offrire risposte concrete a chi, dalla crisi, è uscito sconfitto, segnato da disoccupazione, povertà e perdita di identità sociale. Questo dualismo rappresenta una delle sfide fondamentali della Torino contemporanea.
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INFORMAZIONI EDITORIALI
- Genere: Thriller
- Pagine: 210
- Anno: 2020
- ISBN: 8831661655



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